Ricevere una Stella al Merito Sportivo conferita dal CONI non è proprio normale amministrazione quotidiana!
È poterla ricevere nella propria comunità, insieme a un gruppo incredibile di persone di grandissimo valore, tra atleti e associazioni, è un’esperienza che lascia un segno indelebile nella vita di un dirigente sportivo. Diciamo, nella vita di qualunque persona che è cresciuta nello sport e che vede in questa splendida attività umana una grande ricchezza.
È un riconoscimento che premia l’impegno, la dedizione e la passione per lo sport, valori che ogni giorno nutrono atleti e allenatori, dirigenti e società sportive, agonistiche o dilettantistiche che siano.
Nel mio caso, la notizia dell’assegnazione della stella di bronzo al merito è stata una vera sorpresa; non mi sembrava quasi vero! Ero stato scelto per ricevere una delle più alte onorificenze che si conferiscono nello sport italiano. In quel momento, ho provato un’emozione indescrivibile, un mix di gioia, orgoglio e commozione. Era il coronamento di un sogno che coltivavo da tanti anni, da quando, da giovane, ho iniziato a dedicarmi alla pallacanestro.
Un canestro per sognare
La mia carriera da dirigente sportivo è iniziata per caso, come una scommessa con me stesso. La passione per la pallacanestro non mi è mai mancata, ma nella mia vita non avevo messo in conto di arrivare, un giorno, a guidarne una (per fortuna non in panchina!). ma con un allenatore forse condivido la volontà di aiutare i giovani a crescere come giocatori e come persone, imparando attraverso lo sport il fare squadra, il prendere le decisioni insieme e il confronto costruttivo.
In questi anni passati alla Basket Brescia ho imparato tanto anche io, in primis a sfruttare in modo trasversale alcuni lati del mio carattere e qualche competenza appresa nella mia professione; e questo mi ha confermato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che ogni passo che si compie in qualche modo ce lo ritroviamo, che sia una scelta fatta o una capacità appresa. E questa consapevolezza permette di godere appieno dei momenti di gioia e di affrontare, pur con la delusione e lo scoramento, quelli della sconfitta.
Una dedica preziosa
Ho dedicato questa stella meravigliosa a mia mamma, che ci ha lasciati quest’anno, e che è stata sempre una grandissima tifosa di pallacanestro. Una persona che con il suo supporto entusiasta e costante ha rappresentato al meglio lo spirito di condivisione e senso di comunità che lo sport sa regalare. E condivido questo riconoscimento con tutte le splendide persone che mi affiancano ogni giorno in quest’avventura, a cominciare dalla mia famiglia, dagli amici e da tutti i componenti dello straordinario gruppo che è la Basket Brescia, una vera squadra in cui regnano i valori di sport, comunità e passione che mamma mi ha trasmesso.
La stella al merito sportivo è un premio che non è solo mio, ma di tutti coloro che hanno creduto in me e che hanno contribuito alla mia crescita professionale. È un simbolo del lungo percorso fatto, della speranza di continuarlo con sempre maggiore successo e impegno ed è anche la dimostrazione che le svolte, anche improvvise, che la vita prende possono riservare delle sorprese incredibili.
Ed è un segnale anche per i giovani e per chi vorrà avvicinarsi al mondo dello sport, ai quali voglio dire i sogni possono avverarsi o no, e possono anche cambiare nel corso della vita, ma ciò che deve restare costante sono la passione e l’impegno. Le difficoltà ci saranno, e qualche volta saranno più forti di voi, ma non spaventatevi perché non è la fine. Si può sempre trovare la reazione giusta, il colpo di genio o quell’intuizione che permette di spostare il limite un po’ più in là.
Per questo lo sport è un’opportunità unica di crescita, personale e sociale, che può regalare a tutti gioia e soddisfazioni indefinibili. Non lasciatevelo scappare!